lunedì 31 dicembre 2012

Consiglio antifurto per villetta a 3 piani

Ciao,
ho acquistato una villetta a schiera (non angolare) sviluppata su tre livelli e vorrei un consiglio su quale possa essere un sistema d’allarme utile alle esigenze che sto per esporti.
Ho chiesto un preventivo a tre tecnici installatori,ma ognuno ha portato acqua al suo mulino e non ho un metro univoco di giudizio.
In pratica mi servono 9 sensori da mettere su ogni porta d’accesso alla casa che siano recettivi al cambiamento d’impedenza,che abbiano dei tamper contro l’apertura,che siano ricettivi alle vibrazioni.
Poi mi servono 4 o 5 (decideremo a seconda di quali mi consiglierai) rilevatori esterni per impedire che i ladri arrivino a fare danni o che comunque entrino in casa in mia presenza.
La centralina deve essere predisposta per almeno 32 ingressi (in futuro vorrò aggiungere il sensore anti allagamento ed antifumo) e deve essere interrogabile e programmabile via telefonino (android),deve avere anche un commutatore GSM e deve prevedere un dispositivo anti JAMMER.Ovviamente preferirei avere anche la possibilità dell’antirapina.
Il tutto backuppato con batterie che mantengano l’autonomia per almeno 4 giorni.
Per realizzare il tutto devo sostituire i cavi a due fili che il costruttore mi ha installato che, ahimè, passano attraverso delle porte schiumate.Per fare ciò ho studiato la possibilità attraverso delle brevi canaline d’inserirmi nei corrugati già esistenti.
Vorrei integrare il tutto con delle telecamere interne,magari con un DVR predisposto per 8 ingressi al quale collegare inizialmente solo 4 telecamere che mi permettono di controllare tutti e 3 i piani.
Sarebbe gradito un commento sul materiale da utilizzare e (se possibile) un link per reperirli.
Ti ringrazio per l’attenzione.
Ciao
- Salvatore

Buongiorno Salvatore
Per alcune richieste mi sembra che non ci siano grossi problemi: i contatti di apertura e vibrazione sono abbastanza comuni e facili da reperire e sono generalmente dotati di tamper anti-manomissione contro l’apertura dell’involucro e la rimozione: unica nota è che dovrai collegare 4 fili (i due del circuito di allarme + i due del tamper).
Per la parte di rilevazione esterna, ti consiglio di valutare tra le barriere, le barrierine a stilo e i sensori da esterno a tenda quale si adatti meglio alle tue necessità: tutti questi tipi hanno pregi e difetti, gran parte della scelta è fatta soprattutto valutando la posizione di installazione, la copertura richiesta e la configurazione di porte e finestre. Le barriere vanno meglio per la protezione di lati senza ostacoli o di terrazzi e sono più semplici da installare (ma tx e rx devono essere in portata ottica); le barrierine proteggono meglio la singola finestra o porta finestra e sono esteticamente meno visibili (ma ne devi installare una per punto); i sensori sono più flessibili in quanto possono puntare ad aree specifiche (ma ne servono di più per coprire una facciata, ad esempio, rispetto ad una barriera). Tutti comunque ti garantiscono protezione notturna, parzializzando l’impianto quando sei in casa.
Per la centrale, 32 zone con GSM non è un problema – ma non mi è chiaro se la necessità del dispositivo anti-jamming è perchè hai già deciso che sarà via radio (più avanti nel post parli di collegamento filare) o se ti riferisci al GSM. L’anti-rapina invece è un semplice ingresso configurato come tale, quindi lo puoi fare con qualunque centrale collegandola ad un pulsante, radio-comando o quant’altro.
Sulla possibilità di interrogare la centrale via smartphone android dipende dalla disponibilità della app (e questo te lo può dire solo l’installatore/costruttore), mentre sulla programmazione ho dei dubbi che esistano centrali programmabili da smartphone. Se ci sono, almeno, io non ne conosco (e se me ne volete segnalare qualcuna sarò felice di saperlo). Le centrali in genere scaricano la configurazione via seriale da PC o tastiera: per motivi di sicurezza, i costruttori sono abbastanza allergici al trasferimento di questi dati attraverso un collegamento non fisico e non locale perché significherebbe mettere potenzialmente a rischio l’impianto – immagina se qualcuno riuscisse ad accedere e cambiare i codici chiave, ad esempio, o anche solo disabilitare dei sensori. Ci sono situazioni di controllo remoto – tipo gli impianti controllati dagli Istituti di Vigilanza, ma le operazioni sono ridotte all’essenziale e necessitano di convalida dell’utente.
Per l’alimentazione secondaria per 4 giorni basta fare una moltiplicazione del consumo dell’impianto per 96 e mettere un gruppo di alimentazione (alimentatore + batterie) dimensionato per tale consumo. Anche qui, non penso che nessuna centrale offra di serie un’alimentazione tale da fornire corrente sufficiente per 96 ore a tutte le periferiche, ma il problema è presto risolto con un gruppo esterno.
Per quanto riguarda il TVCC, credo che l’unica integrazione possibile (e logica) sia l’utilizzo di telecamere allarmate che riportino la segnalazione in centrale antifurto. Per fare ciò servono delle telecamere con motion-detection, che potrai poi quindi utilizzare come ulteriori sensori (magari collegate solo in pre-allarme o parzializzate) in modo da poterle sfruttare anche quando sei in casa. Se sfrutti il DVR per registrare in caso di allarme quando non ci sei, puoi anche collegare il televisore come monitor in modo da vedere cosa succede quando hai un allarme e sei presente. Consiglio di usare modelli night+day per non avere problemi di mancanza di luce e rendere quindi il tutto inutile.
Per quanto riguarda il materiale, visto che hai già chiesto tre preventivi, quali sono le cose che non ti convincono?

sabato 29 dicembre 2012

Collegamento Vodafone Station 2 e antifurto

Ho un problema con una Vodafone station 2 che non mi sembra rientri nei problemi da lei analizzati. La Vodafone station funziona correttamente e per fare un test sul funzionamento del combinatore dell’antifurto, ho inserito il cavo nell’uscita line 1 della vs. All’inserimento la vs ha smesso di funzionare. Cioè la linea voce e dati è sparita. Nel momento in cui ho staccato il doppino ha ripreso a funzionare. Può aiutarmi?
- Fabri
Buongiorno Fabri
La Vodafone Station 2 ha un funzionamento ed una configurazione un po’ particolare quindi posso fare con lei delle considerazioni di massima ma poi dovrebbe verificare con il Servizio Clienti Vodafone. Provo a fare delle ipotesi, eventualmente può rispondere alle domande che seguono per cercare insieme di isolare ed identificare meglio il problema.
Parto dal presupposto che la sua VS2 sia già attivata e correttamente funzionante, come da lei indicato, quindi immagino che il telefono voce tradizionale collegato al morsetto TEL1 funzioni regolarmente. Ha fatto questa prova con un telefono voce normale? Riesce a chiamare? C’è il tono di libero? Ora, supponendo che la risposta sia sì, scollegando il cavo grigio RJ dalla parte del telefono e collegandolo al combinatore anche questo dovrebbe riuscire a chiamare.
Come fa a sapere che la linea voce non c’è più quando collega il combinatore? L’unico modo dovrebbe essere quello di fare una chiamata di prova col combinatore stesso: ha verificato che sia escluso il controllo del tono di linea (opzione anche nota come BLIND DIAL su alcuni combinatori)?
Quando dice che staccando il doppino (il cavo grigio?) la VS2 riprende a funzionare, intende che ri-collegando il telefono voce a TEL1 torna la linea?
Quale cavo inserisce nella porta TEL1? Il collegamento è unico e diretto e fatto col cavetto grigio? Credo che la VS2 sia configurata per usare un solo telefono voce di default (per più di uno deve chiamare il tecnico Vodafone se non ricordo male).
La soluzione al suo problema dovrebbe essere in una delle ipotesi di cui sopra. Provi a verificare e poi ci faccia sapere cosa succede – anche se ha risolto!

mercoledì 26 dicembre 2012

Problemi con la SIM del combinatore GSM

Ho avuto in dicembre 2012 un problema con un combinatore GSM per attivazione di un impianto di riscaldamento. Dopo circa 3 anni di onorato servizio (tramite scambio di SMS per chiedere dati e mandare comandi) con una sim di TIM ricaricabile, improvvisamente ha smesso di rispondere, oppure risponde dopo ore, oppure risponde per un po’ solo se l’apparecchio viene spento e riacceso. Cambiata la sim con una ricaricabile di Wind, adesso funziona benissimo.
Non me ne intendo, ma secondo me TIM si è messa a fare del mobbing verso gli utenti di questi tipi di apparecchi forse perchè nel corso di 12 mesi si consuma pochissimo credito….
Mi piacerebbe che qualcuno del mestiere ci spiegasse il mistero.
Dario
Buongiorno Dario
Non ho informazioni certe per validare o smentire la sua tesi, anche se si tratta di un comportamento abbastanza anomalo che in qualche modo mi farebbe pensare in prima battuta ad un difetto della SIM o alla memoria piena.
Ho avuto esperienze di SIM ‘vecchie’ (molto più di 3 anni, comunque) che davano problemi – anche nei telefoni, non solo nei combinatori GSM, ma in genere per cause di memoria piena, che potrebbe essere anche il suo caso (ha controllato, vero?). Gli SMS in alcuni modelli sono salvati sulla SIM che, dopo 3 anni, potrebbe essersi riempita.
Ora, lei l’ha già sostituita (quindi ha risolto), ma ha provato a metterla in un cellulare e vedere cosa succede? Per chi dovesse avere lo stesso problema, in genere questa è la prima (e unica, forse) prova da fare: se ci sono blocchi o messaggi di sistema (tipo la memoria piena, appunto), il display del cellulare vi aiuterà a visualizzarli e a risolverli.
Se non funziona nemmeno nel telefono, allora è da cambiare.

domenica 16 dicembre 2012

Collegamento combinatore telefonico a linea ADSL


ciao mauro, ho intenzione di collegare il sistema di allarme di casa alla linea adsl tramite un combinatore telefonico via cavo, sapresti indicarmi la procedura corretta da attuare senza incorrere in errori…grazie marcello

Buongiorno Marcello

il combinatore telefonico si collega come un normale telefono, a monte di tutte le utenze (quindi, deve essere il primo apparecchio in cui entra la linea telefonica – per evitare che un altro apparecchio volontariamente o involontariamente gli tolga la linea). Per collegarlo dovrai utilizzare un normale cavo telefonico (RJ o tripolare a seconda della tua presa) che in genere viene fornito con il combinatore.

Se il collegamento e’ passante, come in fax ad esempio, la linea entra prima nel combinatore ed esce verso il telefono. Dipende in ogni caso dall’impianto (in una configurazione a stella dove ogni telefono ha la sua presa evidentemente questo requisito non si applica).

inoltre, se la tua linea ADSL prevede l’utilizzo di un filtro, questo va messo tra la spina e la presa – se non e’ già fornito con il combinatore, lo puoi acquistare separatamente.


Prolungamento dei cavi allarme e isolamento


salve,
innanzitutto complimenti x il forum, sono un installatore di impianti civili e non pratico di sistemi di sicurezza.
Ecco il mio problema: ho dovuto eseguire dei lavori in un appartamento in ristrutturazione dove era montato un allarme a filo, ho dovuto spostare dei rilevatori e ho passato i fili in tubazione mentre prima erano in una canalina.
Su richiesta del cliente ho adoperato gli stessi cavi, è qui nasce il problema, facendo un giro diverso alcuni cavi (quello della sirena esterna e quello della tastiera) non erano sufficientemente lunghi quindi ho dovuto fare dei collegamenti prolungandoli con i cavi che mi erano avanzati dai rilevatori(i cavi erano uguali).
Ecco la mia domanda: aver prolungato i cavi con dei collegamenti può causare dei problemi o malfunzionamenti al sistema dall’allarme?
La ringrazio anticipatamente
Salvo

Buongiorno Salvo

Giuntare i cavi che portano segnale non e’ mai un’operazione consigliabile, ma in alcuni casi purtroppo non e’ possibile farne a meno.

Da un punto di vista funzionale non ci sono in genere problemi, soprattutto se la tubazione e’ indipendente. Il problema a cui si espone e’ una possibile interferenza, visto che la giunta teoricamente non e’ mai isolata come il cavo originale e la schermatura viene interrotta.

Il consiglio quindi che le posso dare e’ di verificare che nelle giunte l’isolamento sia fatto molto bene e che non ci siano punti dove i conduttori possano essere disturbati da segnali parassiti esterni o indotti da altri cavi che passano vicini.



giovedì 13 dicembre 2012

Telecamere allarmate per protezione giardino

buon giorno   
ho una villetta con giardino con molte finestre (con tapparella) e porte.
All’interno ho un sistema volumetrico e i sensori alle tapparelle (con il filo) con sirena. Purtroppo in questi giorni ho subito due tentativi di furto e sto pensando di aggiungere un sistema volumetrico esterno. Avevo inizialmente pensato al sistema di telecamere ma mi sembra meno efficace proprio per la necessità di controllare sempre le immagini.
Lei cosa mi consiglia? La ringrazio 
Rita

Buongiorno Rita

Le telecamere potrebbero essere una soluzione – forse non la più comoda ed economica, nel suo caso. A lei infatti servirebbe un sistema di telecamere allarmate (chiamate in gergo motion detection), vale a dire delle telecamere che memorizzano l’immagine e segnalano una presenza quando le immagini appunto cambiano.

In questo modo non avrebbe la necessità di monitorare in continuo, ma solo nel caso in cui l’allarme sonoro (di solito un fastidioso beep) segnali una presenza – e in genere sul monitor di controllo viene visualizzata l’immagine della telecamera che e’ andata in allarme.
Si tratta comunque come le dicevo di sistemi abbastanza complessi da installare e bisogna utilizzare telecamere professionali con illuminazione adeguata soprattutto di notte.

Potrebbe prendere in considerazione delle barriere o dei sensori da esterno, da integrare con il suo sistema di allarme esistente, che coprano tutto il perimetro in modo da proteggere adeguatamente porte e finestre: non so se nel suo caso specifico possa essere meglio la barriera o il sensore, ma consultandosi con il suo installatore di fiducia sicuramente una delle due soluzioni risulterà valida.

Può sempre e comunque integrare anche con un paio di telecamere (senza motion detection) e soprattutto – visto che deve fare dei lavori – potrebbe approfittarne per far collegare l’eventuale allarme perimetrale all’accensione delle luci esterne della casa e del giardino: si ricordi che la luce e’ sempre un ottimo deterrente perché espone l’intruso ad eventuali avvistamenti da parte di vicini e passanti e comunque previene un temporaneo occultamento. E se ha la telecamera, può verificare facilmente cosa succede fuori casa senza dover uscire e quindi esporsi ad un pericolo anche personale.


Batteria sirena e temperature polari


Salve,
il mio vecchio impianto antifurto (inizio anni ’90), ha iniziato a far suonare le sirene durante una settimana particolarmente fredda dell’inverno scorso (temperature di -20 in provincia di Milano, in pianura, temperature molto inusuali).
Un installatore di impianti antifurto è venuto a casa nostra, ed ha tolto le batterie alle sirene, in modo che non suonassero più. Siccome questo autunno ci sono entrati i ladri 5 volte, abbiam deciso di realizzare un nuovo impianto antifurto. Sensori nuovi, centrali nuove, ma abbiamo mantenuto una sirena, siccome più rumorosa di quelle moderne. Infatti ora è fuorilegge per le eccessive emissioni rumorose.
L’installatore del nuovo impianto, è lo stesso che ci ha tolto le batterie delle sirene quando queste hanno iniziato a suonare (probabilmente impazzite per il freddo).
Ora mi chiedo se aver mantenuto una vecchia sirena, possa far ripresentare il problema delle sirene impazzite per via del freddo. A dire dell’installatore la cosa è molto improbabile, ma sinceramente ho dei dubbi a riguardo.
- Massimo

Buongiorno Massimo

Direi che in linea di massima sono d’accordo con il suo installatore, nel senso che e’ improbabile.

Il problema sembrerebbe in effetti legato alle batterie che tendono a dare problemi se esposte a temperature particolarmente rigide, soprattutto quando hanno già fatto parecchi cicli di ricarica – alcune volte anche a causa della qualità e delle caratteristiche della batteria stessa.

Improbabile comunque non vuol dire impossibile: se la particolare condizione climatica dovesse ripresentarsi (-20C non e’ una temperatura da tutti i giorni in provincia di Milano…) e la sirena dovesse nuovamente suonare anche con la nuova batteria, allora in effetti sarà necessaria la sostituzione – per altro abbastanza semplice visto che il cablaggio e’ comunque già presente e compatibile con il nuovo sistema. Ma anch’io, personalmente, di fronte alla sua richiesta di mantenere la vecchia sirena avrei fatto la stessa scelta.


lunedì 10 dicembre 2012

Eludere barriere infrarosso attivo


Buongiorno. Le barriere ad infrarossi attivi via filo possono essere messe fuori uso con un jammer? Inoltre, le grate apribili per essere resistenti devono aver euna chiusura particolare?Grazie
- Sonja

Buongiorno Sonja
ricevo spesso domande sulla possibilità di eludere i sensori: in teoria qualunque sensore (e intendo QUALUNQUE, cioè tutti) i sensori possono essere elusi – ma in pratica non e’ cosi facile come sembra.
Bisogna conoscere molto bene il sensore, sapere esattamente come funziona, avere attrezzature speciali e costose e anche un pizzico di fortuna.
Nel caso specifico delle barriere infrarosso attivo, se con jammer intende un trasmettitore radio su frequenze normali, non e’ possibile. L’infrarosso lavora in uno spettro diverso – servirebbe un jammer infrarosso. Ma anche con quello, il lavoro teorico e pratico che servirebbe e’ alla portata degli esperti, certo non del ladro comune. E se la qualità della barriera e’ buona, direi che e’ molto difficile: in genere sono prodotti cosi sensibili che si ha il problema opposto, vale a dire falsi allarmi anche in caso di interferenze involontarie (tipo quelle del sole).
La stessa considerazione vale per le grate: qualunque chiusura si può aprire, qualunque serratura i può’ forzare - e’ solo questione di in quanto tempo e con quali strumenti…

Problemi con la SIM del combinatore GSM


Cosa può essere successo che il mio allarme con combinatore GSM non mi avvisa più con messaggi all’ inserimento o chiamate in caso di eventi.
- Alina

Buongiorno Alina

La cosa più probabile e’ che abbia un problema sulla SIM:  usa una ricaricabile?
Ha controllato se ha ancora del credito sulla scheda o se per caso non e’ per qualche motivo bloccata? Provi a disalimentare il combinatore e ad estrarre la SIM; la metta nel suo cellulare e veda se funziona facendo una chiamata di prova. Oppure, se non vuole aprire il combinatore GSM, verifichi il credito usando il servizio online del suo gestore (ma non e’ sempre facile come operazione, dipende dal gestore…)

Probabilmente la causa e’ quella: non dovesse essere cosi, forse e’ il caso di sentire l’assistenza tecnica del suo impianto di allarme.

Codifica sensori allagamento


Ciao Mauro, Buongiorno e ben ritrovato.
Tempo fa ti ho chiesto per i sensori acqua via radio. Ora sono riuscito a trovare un fornitore che li vende con codifica a 24bit.
Le domande che ti pongo: 1) possono essere interfacciate a centrali 48 bit. ?
2) Mi chiarisci il concetto tecnico della codifica.
Tu mi avevi consigliato sensori ad onde convogliate per il controllo condominiale per risparmiare sulle centraline. Ora il problema è variato in quanto il progetto per Condomino prevede una centralina singola per appartamento con controllo d’allarme con sensore a contatto e sei sensori controllo allagamento.
Mauro grazie mille, so di chiederti una cosa un po assurda ma questa sera alle 20 ho la riunione condominiale, se riesci, altrimenti pazienza ne parleremo.
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziarti ancora una volta ed inviare a Te e ai Tuoi Cari un Buon Natale e sereno anno Nuovo.
Cordialmente
Ivo

Buongiorno Ivo

scusa il ritardo nella risposta ma solo ora ho trovato il tempo per sedermi con calma e scrivere…

La codifica di solito e’ la lunghezza della stringa che contiene i messaggi dati: in pratica e’ il numero di bit (0/1) che trasportano informazioni quindi una codifica a 24 bit significa che un messaggio (una stringa) ha una lunghezza appunto di 24 bit (in teoria quindi potrebbe trasportare 2 elevato alla 23 codici, in pratica non e’ proprio cosi perché i codici in genere vanno a gruppi di bit significativi, ma la sostanza e’ questa).

La codifica perciò deve essere uguale (24 e 48 non si parlano), quindi non e’ possibile avere un sensore che trasmette a 24 e una centrale che ascolta a 48 (o viceversa) in quanto non saprebbero interpretare correttamente i messaggi.

Per quanto riguarda la nuova configurazione del progetto, credo che non ci siano problemi a fare tutto via radio con una comune centrale via radio e dei tx: collega il sensore di allagamento all’ingresso aux (come si fa con un normale sensore di apertura) e il gioco e’ fatto!

Grazie per gli auguri, che ricambio, e scusa ancora il ritardo.


martedì 4 dicembre 2012

Il ladro di polli

Buona sera,
vorrei dotarmi di un sistema antifurto wireless e curiosando su internet ho raccolto una serie di informazioni utili a fare alcune considerazioni che volevo condividere, così da cogliere anche le sue osservazioni.
Premetto che non rientro nella categoria di quelli che, se non comprano “quello che costa di più” non si sentono tranquilli, ma neppure nella categoria di quelli che vanno a caccia del prodotto extremly low cost nello scaffale del negozio cinese.
Osservo che i sistemi delle marche più rinomate nello specifico campo dell’antintrusione, offrono prodotti a doppia frequenza con tutte le peculiarità tecniche all’ultimo grido con prezzi davvero alti per l’utente medio. D’accordo, la sicurezza non ha prezzo,…. ma non sempre!
Un mio amico che da poco ha fatto installare un impianto, mi ha detto: ” guarda se vuoi un impianto buono e stare tranquillo quei 2000-4000€ li devi spendere” e mi ha consigliato alcune marche.
Con un po’ di ansia, ho preso tre di queste marche e ho provato a fare due conti per la mia casa (abitazione indipendente medio-grande): kit entry level + modulo GSM + una sirena esterna + qualche sensore aggiuntivo + qualche telecomando = oltre 2500€, senza installazione e passa la paura.
In seguito, ho voluto approfondire le mie ricerche e ho trovato altre marche che, a livello mondiale nell’elettronica e sensoristica hanno una reputazione più che eccellente, che offrono sistemi ad una sola frequenza a prezzi decisamente più contenuti.
Quello che ora mi chiedo è: “ma se spendo tanto,…ma proprio tanto di più, sono ugualmente tanto, ma proprio tanto più al sicuro?” il forte dubbio serpeggia!
Per esempio, cosa mi offre la tanto costosa doppia frequenza? A meno di improbabili fastidiose interferenze mi sembra di capire che offre al sistema una possibilità in più di funzionare, nel caso in cui il male intenzionato vuole entrarmi in casa attrezzato con un trasmettitore che genera una portante su una delle due frequenze; ma se il ladro è così “professionale” da preoccuparsi di oscurare una frequenza, significa che è un ladro tecnologico, se è così allora è anche aggiornato e sa che una sola portante non è sufficiente per mettere fuori uso un sistema a doppia frequenza,…ergo, un ladro veramente attrezzatto, viene con due trasmettitori,…uno per ognuna delle due frequenze, diversamente sarebbe un “ladro di polli”, cioè di quei ladri che non cercano di certo l’istituto di credito o la villa di Berlusconi, per cui una, due o tre frequenze,….sempre ladro di polli è!
A questo punto penso che, per la mia abitazione che tra l’altro è anche un po’ isolata dal centro abitato, lontana da qualsiasi genere di ripetitore radio ed ha come servizi wireless solo il modem wi-fi e il cancello elettrico, un buon impianto ad una sola frequenza potrebbe essere sufficiente;… Allora, impianto a 433 o 868Mhz?
Vedo pubblicità che esaltano l’ultima banda di moda (868Mhz) come l’ultimo ritrovato per prestazioni eccezionali, immunità ai disturbi e azzeramento dei falsi allarmi e, guarda caso, costa di più dei sistemi a 433Mhz considerati praticamente obsoleti; ho come il sospetto che, a meno di situazioni particolarmente affollate di servizi wireless a 433Mhz o particolari necessità di penetrazione strutture murarie, in tutta questa euforia sull’ultima banda radio, ci sia molto fumo e poco arrosto; in altre parole, i costruttori devono seguire la liberalizzazione della nuova banda dedicata ai sistemi antintrusione, tanto vale cogliere l’attimo e pubblicizzare a oltranza l’ultimo ritrovato.
Non vorrei sembrare irriverente verso chi sostiene con entusiasmo gli ultimi ritrovati tecnologici, ma vorrei evitare, per principio, di spendere soldi per qualcosa che non mi serve,…abbiamo comprato tutti negli anni ottanta un videoregistratore con mille funzioni di modifica immagine, queste funzioni le abbiamo pagate tutte, compresa la famosa funzione mosaico,….gallina beccami se qualcuno l’ha mai usata.
In sostanza restando nel mono banda mi verrebbe da dire, estremizzando, meglio un sistema a 433Mhz di qualità (le buone marche le conosco per motivi di lavoro, non vado certo in base alla simpatia), che un sistema a 868Mhz comprato per due soldi sul motore cinese Alibaba,… e il ladro di polli è servito!
Cordiali saluti, Paolo

Buongiorno Paolo

Grazie per il suo contributo: e’ un ottimo esempio per tutti i lettori che la prima cosa da fare quando si vuole affrontare il problema antifurto non e’ il solo confronto dei prezzi, ma l’analisi del rischio e della propria necessita’ di sicurezza. Abbiamo più volte scritto in questo blog che un sistema di allarme realizzato con materiale scadente o installato male equivale ad uno spreco di soldi, pochi o tanti che siano. Parimenti, cercare di trasformare la vostra casa in una specie di caveau di banca da film di spionaggio, oltre che una missione impossibile sarà una spesa eccessiva e sovradimensionata (= uno spreco).

Sulla doppia frequenza: da un punto di vista tecnico, il punto debole dei sistemi via radio e’ quello di non poter verificare in tempo reale, come fanno i sistemi via cavo, il tentativo di sabotaggio (il cosiddetto taglio cavi). La doppia frequenza e’ la risposta, sia tecnica che commerciale, per ovviare a questo ostacolo e rappresenta un grado di sicurezza maggiore, soprattutto rispetto a quei prodotti che non hanno elevate prestazioni e che purtroppo hanno un po’ scalfito la fiducia nei sistemi wireless sia da parte dei professionisti che degli utenti. Un buon sistema radio con rilevazione della saturazione della banda (anti-jamming) funziona bene anche con una singola frequenza.

Sulla 868MHz: non e’ solo una moda, ma essendo l’ultima arrivata e’ sicuramente meglio in termini di prestazioni. Non tanto per la frequenza, quanto perché, come in tutti i prodotti di elettronica, l’evoluzione e’ rapida e gli ultimi arrivati hanno in genere meno problemi e maggiori prestazioni. In genere, ma non sempre….
Pensi ai telefoni cellulari: prendiamo come esempio due modelli di successo – il vecchio Nokia N95 e uno smartphone . Lo smartphone e’ iperperformante e grazie alle sue app fa un mucchio di cose. La batteria di ultima generazione e’ avanti anni luce rispetto a quella dell’N95, ma e’ cresciuto il consumo da parte del display; la trasmissione dati, la velocità  di trasmissione, il processore… tutto migliorato (e di molto) e singolarmente meno caro (mi riferisco al costo industriale). Ma se le serve un telefono con una batteria che duri una settimana e non un giorno, fa meglio a comprarsi un N95!

Quindi, come lei, nemmeno io sono un detrattore delle nuove tecnologie, anzi. Ma concordo pienamente con lei sulle conclusioni: meglio un buon sistema di qualità (433 o 868, non e’ qui la differenza) per le sue necessita’ di sicurezza che un prodotto alla moda con mille funzioni che a lei non servono.

lunedì 3 dicembre 2012

Interferenze sensori infrarosso


Salve mauro, cercando in rete qualche risposta esauriente mi sono imbattuta nel suo blog, che ho trovato subito molto utile e vorrei approfittare della sua competenza per dissipare qualche dubbio.
Sono in procinto di installare a casa mia un allarme senza fili, premetto che non sono un tecnico e vorrei sapere se i componenti che sto per installare sono veramente validi o lo sono solo per il venditore, non scriverò la marca per rimanere in linea con la direttiva del sito, ma solo alcune specifiche, tra qui il grado di protezione che non saprei come valutare.
Ma quello che mi piacerebbe sapere con certezza, considerando che ho letto e sentito pareri discordanti in materia e se posso installare due rilevatori volumetrici (nello specifico quelli descritti) nella stessa stanza, senza incorrere in falsi allarmi, il locale è molto grande e per ovviare alle zone d’ombra causate da una semi parete e un corridoio con muri alti 160 cn. i due sensori inevitabilmente in alcune zone si sovrapporranno intersecando i loro raggi.
L’impianto e molto semplice i rilevatori a tendina andranno installati sul voltino tra la finestra e le persiane (scuri) che sono in alluminio, così che potò muovermi e avere una sicurezza anche con le finestre aperte,
I rilevatori volumetrici ad infrarossi andranno a protezione dei locali interni e della centrale d’allarme quando in casa non c’è nessuno. ( ovviamente in concomitanza con quelli alle finestre )
Telecomando a 4 pulsanti
Dotato della funzione rolling-code sui comandi,
Trasmettitore radio TwinBand® 800/400 MHz
4 pulsanti programmabili (Spento Totale / Acceso Totale / Acceso Gruppo 1 / Acceso Gruppo 2)
Grado di protezione: IP55 – IK04
Rivelatore a doppio raggio infrarosso ad effetto tenda con una coppia di rivelatori ad infrarossi passivi.
Tecnologia radioTwinBand® 400/800 MHz
Compensazione automatica della temperatura
Auto protezione contro l’apertura e la rimozione
Gradi di protezione: IP54
Zone di rilevazione: 4
Temperatura di funzionamento: da –20 °C a +50 °C
Rivelatore volumetrico ad infrarossi (19 raggi, con copertura 12 m, 90°)
Trasmettitore radio TwinBand® 400/800 MHz
funzione conta impulsi
Gradi di protezione: IP31 – IK04
Rilevazione tramite lente Fresnel. 19 raggi, 12 m, 90°
Temperatura di funzionamento: da – 10 °C a + 55 °C
Allarme termico – 5°
Combinatore telefonico GSM
Grado di protezione IP31: uso interno
Trasmettitore e ricevitore radio TwinBand®
Modo di trasmissione: vocale, digitale, SMS o GPRS
Centrale d’allarme supervisionata con sirena incorporata
Grado di protezione: IP31 – IK04
Protezione antimanomissione alla rimozione e ai disturbi radio
Trasmissione radio TwinBand® 400/800 MHz
20 rivelatori, 10 organi di comando, 10 mezzi di dissuasione
Tastiera di controllo con transponder e
Rolling code dei comandi
Autoprotetta contro l’apertura, il distacco e i tentativi di digitazione dei codici
Gradi di protezione: IP 53 – IK 07
Trasmissione radio TwinBand® 400/800 MHz
Sirena esterna con lampeggiante Livello del suono 105 dB(A) a 1 m
Gradi di protezione: IP 54 – IK 07
Temperatura di funzionamento: da – 25 °C a + 70 °C
- Kriss

Buongiorno Kriss

I sensori infrarosso non emettono, ma rilevano passivamente la presenza all’interno del raggio d’azione e quindi non creano problemi se installati in due parti della stessa stanza, come nel suo caso, separate da una paretina. Sono i sensori doppia tecnologia (infrarosso+microonda) che possono dare problemi di interferenza, ma non e’ il suo caso.

Il grado di protezione si riferisce alla protezione dell’involucro (il contenitore plastico, per capirci) del singolo componente (sensore, centrale, etc.) e quindi non e’ particolarmente determinante per l’analisi della sicurezza dell’impianto: serve solo a capire quanto e’ robusto in caso di attacco e quanto e’ impermeabile alla polvere ed all’acqua. Al netto della sirena esterna, non credo che faccia una sostanziale differenza per gli altri componenti.

Per il resto, dalle specifiche che mi ha inviato, direi che si tratta di materiale buono, adatto per un’installazione in appartamento con livello di rischio medio-basso.


Cavi allarme in tubazioni rete elettrica


Non ho trovato quanto sto per chiedere oppure non ho capito alcune risposte. Ho acquistato casa adesso ma questa era già pronta a luglio. Non era presente nessuna predisposizione e quindi ho potuto fare ben poco. Nei muri ho fatto fare delle tagliole per portare in varie posizioni della casa dei corrugati di 20mm per potere posizionare rilevatori volumetrici. Praticamente dalle varie prese nei vari ambienti partono ora i tubi. Alla fine i vari cavi dell’impianto passerebbero nelle stesse canaline dei cavi elettrici. Mi viene detto che questa cosa non è a norma anche se moltissime installazioni sono fatte in questo modo. Le chiedo se è vero quanto mi viene detto. Le chiedo se l’impianto può funzionare comunque. Le chiedo se in caso di denunce , l’assicurazione potrebbe fare delle storie trovandosi un impianto fuori norma. la ringrazio per l’aiuto. lorenzo

Buongiorno Lorenzo

Nella tubazione dove passa la corrente non possono passare cavi di segnale (come quello dell’antifurto) con isolamento dello stesso grado (tipicamente il grado 2). Quindi, si, e’ vero – ma in parte. Per avere un impianto certificato e a norma basta che richieda al suo installatore di utilizzare cavi con isolamento adeguato (il Grado 4, quello blu, se ricordo bene – ma verifichi con l’installatore).

In teoria l’impianto potrebbe anche funzionare bene, ma il problema e’ che se si genera un’interferenza elettrica sulla linea – per via di un carico o di una sovratensione, ad esempio, si porta il disturbo in centrale e questo potrebbe generare un falso allarme. Le confermo anche che in molte installazioni i cavi convivono, ma se e’ per questo ci sono anche case dove le prese della corrente non sono a norma e magari manca anche il salvavita: finché non succede niente va tutto bene, quando ci rimane attaccato nasce il problema…

Per le denunce (furto, immagino) il problema non credo esista: se l’impianto non e’ certificato e a norma l’assicurazione generalmente non lo considera. E se cosi dovesse essere (cioè che lo riconoscono senza richiedere il certificato) e’ SICURO che in caso di furto le fanno la perizia e le dicono che non pagano perché non e’ a norma.


domenica 2 dicembre 2012

Falsi allarmi ripetuti con sensore infrarosso


Salve a tutti,
vi scrivo per chiedervi un consiglio su un falso allarme che si ripete ogni tanto al mio antifurto.
Ho installato una PROTEC4 con sensori IR2 prodotti della CIA, inoltre ho sensori anche sulle finestre e porte di ingresso.
Ogni tanto c’è una zona interna che mi fa scattare l’antifurto, nell’ultimo w-e me lo ha fatto scattare sabato sera e domenica mattina circa ogni 12 ore.
Quando l’antifurto è inserito per meno tempo sembra non dare problemi, ho verificato i vari sensori e sembrano funzionare tutti od almeno sono in grado di rilevare la presenza e mandano l’informazione alla centrale.
Premetto che ogni sera attivo l’antifurto solo sulla zona perimetrale ed ad oggi non ho mai avuto problemi.
Ieri sera ho verificato i sensori e mi sembrava che ognuno di essi avesse una regolazione della sensibilità diversa anche se le stanze erano di medesima dimensione e per evitare problemi l’ho settata al minimo (in questo caso è meno sensibile?).
Come posso provare i vari sensori? Potrebbero surriscaldarsi oppure essere attivati da un lampadario che si muove oppure da uno specchio posto di fronte ad un sensore?
Ultima nota, ogni volta che scatta provo a disinserirlo via combinatore ed a reinserilo e l’antifurto sembra andare bene salvo poi andare in allarme nuovamente come descritto precedentemente basi ogni 12 ore (ma non è un conteggio certo)
Spero in un vostro consiglio sul da farsi.
Grazie
Epez

Buongiorno Epez

Per prima cosa, sarebbe interessante sapere perché lei ha un lampadario che si muove davanti ad un sensore ad impianto inserito… e comunque, no, non credo sia questa la causa visto che si tratta di un sensore infrarosso.

Nemmeno lo specchio mi sembra possa essere causa di falsi allarmi, tanto meno un improbabile surriscaldamento  i sensori sono progettati per essere sempre alimentati e quindi per avere una condizione di deriva termica su un componente si dovrebbero raggiungere temperature molto elevate – sicuramente di origine climatica esterna al sensore.

Trattandosi di un problema sull’IR, che non e’ attivo quando lei ha solo il perimetrale inserito, la cosa più normale che ipotizzerei e’ un semplice guasto del sensore. Potrebbe essere un disturbo sull’alimentazione visto che mi dice che esiste una certa ripetitività nella frequenza dei falsi allarmi, ma in prima battuta sarei più propenso per la prima ipotesi.

Provi ad escludere il sensore in modo da essere sicuro che la fonte degli allarmi e’ quella: se non dovessero più esserci problemi, sostituisca il sensore e con molta probabilità i falsi allarmi non si ripresenteranno.


Antifurto invisibile per edicola


buongiorno, ho un paio di domande: io ho un’edicola e vorrei un antifurto a chiamata per serrande(sa quelle grosse grige dei negozi), vorrei che mi arrivasse la chiamata se la mia serranda viene alzata o manomessa visto che nell’edicola c’è ben poco da rubare e il danno maggiore è prorpio quello alla serranda,poi vorrei farle un’altra domanda,la seconda domanda è se esistono gli antifurti “invisibili” nel senso che il ladro non sa che c’è perchè non si vede e quindi non puo’ manometterlo o staccarlo, poi un’altra cosa che mi fa soppesare l’idea dei professionisti: ho sentito molte e molte voci che dicono che sono proprio loro a far sapere ai ladri chi mette gli antifurti e come disattivarli, io da ignorante in materia non vorrei mai metterlo e poi pentirmi dei professionisti, scusi le domande  grazie in anticipo buona giornata – Serena

Buongiorno Serena

per la serranda non ci sono grossi problemi: basta installare uno o più contatti di apertura (magnetici, meccanici o di vibrazione) e collegarli ad un allarme con combinatore telefonico cellulare per la chiamata telefonica. Si tratta di un impianto abbastanza semplice che qualunque installatore può  effettuare in fretta e con un costo sicuramente contenuto.

Se vuole rendere il sistema ‘invisibile‘ basta non installare la sirena esternamente - può usare una centrale compatta con sirena a bordo ad esempio, attivabile dall’interno con un radiocomando o con un inseritore con ritardo di ingresso/uscita.

Per quanto riguarda la seconda parte, credo che si possa smentire questa leggenda metropolitana abbastanza facilmente pensando che, se così fosse, si farebbe in fretta a collegare gli episodi di furti con i mandanti e tutti gli installatori professionisti sarebbero senza lavoro…

giovedì 29 novembre 2012

Antifurto per protezione notturna


Ho una casa con giardino e ho necessita’ di istallare un impianto antifurto attivabile principalmente la notte mentre sono in casa. Vorrei un consiglio sul tipo di sistema da far istallare per far si che l’antifurto scatti quando l’intruso salti il muro di cinta o quantomeno si avvicini troppo agli ingressi del piano terra che danno sul lato giardino o del primo piano che danno sul terrazzo. Grazie, Giovanni.

Buongiorno Giovanni

La soluzione ideale per lei e’ proteggere il perimetro della casa con delle barriere o dei sensori da esterno.

Tecnicamente ci sono diversi prodotti e tecnologie che possono assolvere il compito, bisogna solo vedere, in fase di sopralluogo con l’installatore, quale si adatta meglio alla sua configurazione. Per perimetri lunghi e non interrotti da colonne o ostacoli in genere le barriere sono la soluzione più efficace in quanto si adattano meglio alle superfici lineari; per spazi più variegati o con rientranze o colonne che ostacolano i raggi delle barriere si utilizzano sensori con copertura a tenda, quindi radente il perimetro ma installabili singolarmente a punto e che non necessitano della portata ottica.

Inoltre bisogna tenere conto di eventuali piante o oggetti che possono accidentalmente (a causa del vento, ad esempio) generare falsi allarmi o di animali domestici o volatili che possono attraversare l’area protetta.

Per il resto, qualunque buona centrale d’allarme fornisce la possibilità  di parzializzare - cioè di accendere l’impianto in modalità parziale la notte e totale (se avrà aggiunto anche sensori interni) di giorno quando non e’ in casa.



lunedì 26 novembre 2012

Aliquota agevolata IVA 10% per impianti antifurto

Abbiamo spesso parlato della detrazione IRPEF applicabile agli impianti antifurto, ma dobbiamo ricordare che esiste anche la possibilità di utilizzare un'aliquota IVA agevolata al 10% per una parte dei costi.

Ci tengo a sottolineare che non sono un commercialista e quindi invito i lettori a verificare con il loro professionista di fiducia gli eventuali aggiornamenti in materia - materia che e' in evoluzione costante, come ben sappiamo...

Comunque, per gli appassionati e gli esperti, consiglio vivamente la lettura di questa scheda informativa dell'Agenzia delle Entrate e la visione di questo video tratto dal canale YouTube della Agenzia medesima (si... - non lo sapevate, vero? L'Agenzia delle Entrate ha un canale YouTube!)

Protezione terrazzo e veranda


Vorrei sapere come proteggere la parte esterna del mio appartamento all’ultimo piano di una palazzina a 5 piani, in particolare il terrazzo (in parte coperto da una veranda che, soprattutto in estate, potrebbe rimanere aperta fino a tardi per il caldo), evitando che i ladri possono entrare in casa, saltando facilmente dal terrazzo condominiale sovrastante al tetto della mia veranda e trovarsi così facilmente sul terrazzo di mia proprietà. Ho un preventivo che prevede la protezione perimetrale delle finestre, provviste di grate, e della porta d’ingresso, nonchè un sensore volumetrico per l’interno. Manca però uno strumento che intercetti una presenza estranea nel terrazzo, soprattutto quando siamo presenti in casa e con le finestre aperte. E’ possibile prevedere un sensore volumetrico da mettere sulla parte superiore della veranda, che intercetti tale presenza e non provochi falsi allarmi quando c’è per esempio volatili o eventi metereologici particolarmente forti, quali piogge intense o grandine o vento? Il preventivo che ho è di circa 1.700 euro + iva e prevede una centrale di controllo a 8 ingressi, una tastiera , 1 sensore a doppia tecnologia a specchio a 7 tende, 1 modulo GSM, 9 trasemttitori via radio, 1 sirena per esterni, 1 sirena per interni. Tutto wirelless. Vorrei infine sapere se l’iva è al 10%.
Grazie
- Liana

Buongiorno Liana

Per la protezione in veranda, la soluzione più affidabile sarebbe proteggere il muro (e quindi gli ingressi) con un sensore con lente a tenda o con una barriera. In questo modo evita eventuali falsi allarmi causati da volatili e ha comunque una protezione sicura su tutta la superficie.

In alternativa potrebbe usare un sensore volumetrico da esterno che che darebbe maggiore copertura in veranda, ma anche maggiore esposizione ad eventuali allarmi legati a volatili ed eventi meteo: la prevenzione in caso di intrusione e’ superiore, anche se il grado di sicurezza in realtà non cambia di molto in quanto il suo vero interesse e’ prevenire lo scasso prima del tentativo e segnalare la presenza quando si trova ancora all’esterno. Forse il gioco non vale la candela e, comunque  l’ipotesi andrebbe valutata bene con l’installatore per non avere i problemi di cui sopra.

Il preventivo che ha inviato mi sembra congruo per il materiale che prevede, mentre per la parte dell’iva  le consiglio di fare prima una verifica con un esperto commercialista – d’obbligo per situazioni di questo tipo – e comunque, e’ possibile applicare l’aliquota iva al 10% con alcune restrizioni e dichiarazioni che potrà  trovare in questa utilissima scheda dell’Agenzia delle Entrate.


giovedì 22 novembre 2012

Altezza installazione sensore infrarosso


Salve a tutti,
ho un appartamento antico con un altezza del solaio di 4,5m, la stanza risulta essere 6m x 6m x 4,5m.
Mi chiedo se sia corretto posizionare i sensori all’infrarosso ad una altezza di 3,5mt in posizione centrale. E se nel caso esistano dei prodotti all’uopo.
grazie, Luigi
p.s. ottimo blog !!

Buongiorno Luigi

in genere i sensori hanno il diagramma di copertura allegato nelle istruzioni di montaggio, quindi come prima cosa sarebbe meglio verificare sulle istruzioni il raggio del suo specifico prodotto.
Normalmente l’installazione tipica sta tra i 2.10 e i 2.50m ma alcuni sensori a lunga portata possono essere tranquillamente installati anche a 3.5m di altezza (quindi, si, esistono prodotti specifici per il suo problema).

Detto questo, deve fare le considerazioni del caso relativamente all’area che deve proteggere: se orientando il sensore verso il basso non lascia zone scoperte non ci sono contro-indicazioni.


Z-wave, wireless ed il futuro dell’antifurto…


buongiorno, due domande:
1) mi chiedo se si conoscono esperienze di difficile convivenza (intendo interferenze) per sovraffollamento di protocolli wireless casalinghi; faccio un esempio di caso estremo,… ma non troppo: nella stessa abitazione wifi per internet, telefono cordless, campanello wireless, rete domotica wireless e impianto antifurto wireless.
2) sto valutando un impianto antifurto wireless e mi piacerebbe integrarlo, anche solo parzialmente, a un sistema domotico con protocollo z-wave,… ho cercato sul web, ma con scarso successo forse perchè in Italia è ancora qualcosa di poco conosciuto. Una centrale domotica potrebbe da sola con le opportune periferiche fare da impianto antifurto, ma ritengo che una centrale dedicata a questo mestiere sia meglio, se però la posso integrare alla rete domotica si apre uno scenario gestionale estremamente flessibile; suggerimenti?
Grazie
- Enea
Buongiorno Enea

  1. In teoria non dovrebbero esserci – o comunque settando canali diversi anche nel caso di utilizzo delle medesime frequenze si dovrebbero poter evitare, interferenze. Tuttavia in alcuni casi il problema si presenta, sia per problemi congeniti alla trasmissione radio (riflessione ad esempio), sia sia per la poca selettività di alcuni apparati radio non di altissima qualità’. Non dobbiamo dimenticare che ci troviamo in un campo, quello della trasmissione dati via radio, dove le potenze in gioco sono molto basse, le frequenze sono molto congestionate, gli ambienti sono angusti (solette, parti metalliche, etc.) e saturati da altre trasmissioni provenienti dall’esterno.
    L’esperienza in materia ci insegna che in genere queste problematiche si risolvono, più o meno facilmente, ma se il suo dubbio e’ relativo alla possibilità che si presentino fenomeni di interferenza la risposta e’ che, in effetti, la possibilità esiste.
  2. Z-wave non e’ ne’ tra i più conosciuti ne’ sicuramente tra i più adottati nel campo della sicurezza. Come forse avrà letto in altri parti del blog, c’e’ ancora una certa allergia da parte dei costruttori (Italiani e non) ad utilizzare protocolli non proprietari - indice a mio avviso di immaturità del mercato e forte limitazione allo sviluppo ed all’innovazione dello stesso.
    Da un punto di vista tecnico una centrale domotica potrebbe essere anche centrale d’allarme (ci sono in effetti sul mercato prodotti del genere, ma di taglio prettamente industriale). Le limitazioni poste da un lato dalla normativa (la necessita’ ad esempio di segnalare il taglio cavo in tempi molto ridotti - più veloci degli standard di interrogazione dei bus, il controllo di presenza delle periferiche e la loro necessaria auto-protezione dalla rimozione/sostituzione) dall’altro dalla diversa natura di un sistema tecnico da uno di allarme (il primo e’ aperto per definizione, il secondo e’ chiuso), hanno storicamente diviso le strade della domotica e dell’antintrusione soprattutto nella fascia bassa.
    Ora, rispondendo alla sua domanda, se nei sistemi via cavo il problema più  grosso e’ l’assenza di cablaggio strutturato nel civile, nei sistemi radio il polling continuo rappresenta un ostacolo per l’alimentazione delle periferiche: interrogare in maniera costante un sensore significa consumare drammaticamente le batterie (e quindi aumentare i costi), non interrogarlo significa abbandonarlo a se stesso e quindi metterne a repentaglio l’incolumità.  L’integrazione quindi e’ possibile ma a dire il vero più  che di integrazione si parla di somma dei due sistemi, quindi potrebbe passare segnalazioni e stati da uno all'altro, non so con che finalità’ pratica e vantaggio…
    Sono assolutamente d’accordo con lei che la strada sarebbe da percorrere e che aprirebbe scenari interessanti, soprattutto con l’integrazione del web e dei device mobili (smartphone ad esempio), ma per ora la situazione e’ questa.
  3. Suggerimenti…
    Personalmente ritengo che la problematica del cablaggio nel domestico non verrà  superata a breve: per come possiamo osservare l’evoluzione (sarebbe meglio dire l’involuzione) dell’impiantistica nell’edile degli ultimi 20 anni credo che sara’ un ostacolo duro da superare e lento a morire. Nel campo delle batterie invece si sono fatti passi in avanti giganteschi, aumentando le performance e riducendo i costi, quindi forse e’ più’ probabile che una soluzione arrivi dal wireless, soprattutto vista la penetrazione della banda larga e delle reti domestiche. Tuttavia, considerando anche le problematiche legate alla sensoristica, non mi stupirei di vedere soluzioni miste (alimentazione locale e trasmissioni wireless o powerline) che potrebbero agevolmente risolvere i problemi di cui sopra.
Ho cercato di essere sintetico, il discorso e’, come vede, complesso – ma la prego di non esitare ad inviare i suoi commenti, domande o dubbi a riguardo.

lunedì 19 novembre 2012

Collegamento lampeggiante per antifurto


salve
volevo sapere come collegare una sirena esterna a filo o un segnalatore visivo tipo lampeggiante che si attivi all’attivarsi dell’allarme, una sirena esterna wireless è già presente ma volevo una segnalazione anche sul lato opposto della casa. grazie a tutti. il mio sistema ha anche la possibilità di collegare delle sirene filari ma se volessi solo una segnalazione visiva come procedo??’
grazie a tutti Giuseppe

Buongiorno Giuseppe

Dipende dal tipo di uscita di allarme che ha la sua centrale. Se può pilotarla con un comando diretto deve solo collegare l’uscita d’allarme (lo stesso della sirena ausiliaria) all’input del lampeggiante, verificandone la compatibilità (voltaggio e logica di segnale NC, NO, etc.).

Se non dovessero essere uguali deve aggiungere in centrale un relè che le converta il segnale di uscita allarme in uno uguale a quello accettato dal lampeggiante.

Ovviamente dovrà anche prevedere l’alimentazione del lampeggiante che può essere, a seconda dei modelli, a 230Vac o in bassa tensione (ma in questo caso deve essere sicuro che l’alimentatore in centrale sia sufficiente per erogare la corrente necessaria).


sabato 17 novembre 2012

Antifurto con animale domestico


ciao e complimenti per il sito, ti scrivo perchè, vista l’ondata di furti che sta investendo la zona dove abito, vorrei avere una delucidazione sull’antifurto. io abito in un appartamento al secondo piano ma con accessi alle finestre agevoli per la presenza di terrazze, etc. mi sto interessando ad un impianto antifurto, specie perimetrale senza fili ma.. vorrei sfruttare la predisposizione filare che avevo fatto anni fa.. questa prevede le canaline sopra/di fianco alle porte delle stanze. la mia domanda è, visto che a me servirebbe per la notte, quando siamo in casa, e tenuto conto del fatto che abbiamo un gatto: è possibile sfruttare la predisposizione filare con dei sensori pir che puntino, e quindi vengano regolati, verso le entrate, restringendone l’angolo di rilevazione in modo da non suonare se qualcuno, a letto, si muove,  ma solo se vengono tagliati i raggi da chi entra dalle finestre, o tenti di aprirle (c’è sempre il problema del gatto, che non so se i pir lo escluderebbero, per le sue dimensioni). spero di essere stato chiaro, grazie mille. ciao  - Marcello

Buongiorno Marcello

Se pensi ad una protezione volumetrica delle stanze, la soluzione che permette al tuo gatto di circolare in casa senza far scattare l’allarme sono i sensori infrarosso o doppia tecnologia PET. Si tratta di sensori che analizzano il volume che genera l’allarme e distinguono una presenza umana da quella di un animale domestico di piccola taglia e peso – funzionano bene solo se il tuo gatto non pesa 30 Kg ed e’ grande come un vitello, pero’…

Per quanto riguarda invece la protezione delle entrate, puoi scegliere due soluzioni: o utilizzi dei sensori a tenda, che hanno una copertura particolare (come una tenda appunto) e quindi generano allarme solo se si attraversa il fascio dei raggi, oppure proteggi le finestre e gli ingressi con sensori, sempre a tenda, che rilevano l’attraversamento e quindi ti permettono di muoverti liberamente in casa la notte.

In genere quest’ultimo tipo di protezione e’ ideale per la parzializzazione giorno/notte perché  consente di abbinare alla sicurezza del volumetrico totale acceso quando non sei in casa la copertura dei varchi quando stai dormendo – senza problemi di falsi allarmi generati all’interno.

Tutto comunque e’ ampiamente disponibile via filo e quindi potrai tranquillamente sfruttare la predisposizione che hai già.


Alimentatore antifurto e ricarica batterie

Ho un problema : la sirena che suona da sola, cambiate le batterie centrale e sirena per un paio di settimane tutto a posto poi caos totale. la centrale e andata in tilt la batteria nuovo è scesa da 12v a 2,58v. (quella della centrale era 12v 7ah il tecnica mi ha venduto una da 12v 12ah) potrebbe essere la causa dei problemi? come mai in due settimana la batteria nuova e scesa a soli 2,58v.
grazie mille- Fabio


Buongiorno Fabio
ci sono alcune ipotesi da verificare: intanto, e’ sicuro che la nuova batteria sia compatibile con l’impianto? Deve essere ricaricabile (in genere sono al Pb) come quella originale ed in effetti e’ già strano che non sia una 7Ah.
Ammesso e non concesso che lo sia, qualcosa non va nel circuito di ricarica – probabilmente, nell’alimentatore.
Il fatto che la batteria sia diversa e che comunque il problema si sia generato alla sostituzione, mi fa pensare che il problema potrebbe anche derivare da un corto circuito nella batteria stessa.

Espansione impianto perimetrale


Salve, abito in una casa singola su due piani con giardino di circa 800 mq. Ho proteto l’abitazione con un sistema di allarme perimetrale “a piastrine” a filo sulle finestre (non sugli scuri)e con dei sensori volumetrici all’interno i quali, quando siamo in casa e soprattutto la notte, non sono attivati. Mi darebbe più tranquillità poter installare un allarme intrusione, il meno visibile possibile, sul perimetro del giardino o comunque all’esterno con lo scopo di avere un allarme prima dello scassinamento degli infissi: potrebbe consigliarmi qualcosa? Consideri che possiedo un cane di taglia media, circa dodici chili, che di notte dorme in casa ma di giorno è sempre fuori, e alcuni gatti sempre fuori. La ringrazio anticipatamente per la risposta. Maurizio

Buongiorno Maurizio

Un buon compromesso per proteggere il perimetro dall’esterno e garantire tranquillità contro i falsi allarmi provocati dagli animali domestici in casa e nel giardino sono i sensori a tenda, le barriere o le barrierine a stilo.

Si tratta di soluzioni abbastanza ‘invisibili’, se per invisibili intendiamo che esteticamente non debbano interferire troppo con la naturale bellezza del giardino e della casa, intervengono prima dello scassinamento dell’infisso e possono essere attivati in modo totale o parziale (la notte) proteggendo anche quando si e’ all’interno.

Sostanzialmente il grado di protezione e’ abbastanza simile: barriere e sensori a tenda proteggono con un raggio radente la superficie del perimetro (gli ingressi, le finestre o il muro), mentre le barrierine a stilo generano un fascio di raggi infrarosso incrociati. La differenza sta più nella parte installativa e nella effettiva adattabilità di una soluzione piuttosto che un’altra – ma questo andrebbe meglio discusso con l’installatore in fase di analisi dell’impianto.

Anche dal punto di vista dell’espansione dell’impianto in genere non ci sono problemi in quanto tutti questi prodotti sono disponibili sia via cavo che via radio, al limite sara’ necessario solo qualche adattamento in centrale.


venerdì 16 novembre 2012

Impianto antifurto da capitolato


Gent.le Sig. Mauro,
complimenti per questo interessante blog che da neofita mi sta appassionando molto.
Sto acquistando casa e da capitolato è previsto un impianto di allarme perimetrale e volumetrico con trasmissione dei segnali via telefono o GSM.
L’abitazione è posta al piano terra di una piccola palazzina autonoma circondata da un giardino in un quartiere residenziale del paese; l’appartamento fa angolo alla palazzina con 3 porte finestre, 3 finestre (tutte adiacendi al mio giardino privato di 200 mq) e la porta d’ingresso (unica via che comunica con l’interno della palazzina).
L’impresa mi ha proposto per la parte perimetrale la scelta tra contatti magnetici interni agli infissi o contatti a filo per le tapparelle.
Come volumetrico due sensori da interno da porsi in zona soggiorno e nel corridoio adiacente alla zona notte.
E’ prevista una sirena esterna e la predisposizione per quella interna.
Considerando che il mio giardino confina con i giardini degli altri appartamenti i quali confinano a loro volta con un parco pubblico e la strada limitrofa non sono sicuro che mi basti l’impianto da capitolato.
Cosa mi suggerisce al riguardo?
Cordiali saluti,
Federico

Buongiorno Federico

Per la parte relativa alla protezione perimetrale, dovendo scegliere, preferirei i contatti a filo: se la tapparella e’ abbassata consente una buona protezione sia di giorno che di notte - più  completa rispetto al contatto che protegge solo dall’apertura dell’infisso ma non dalla rottura del vetro.

Per quanto riguarda la protezione interna, due sensori potrebbero bastare se quello del soggiorno copre bene la porta di ingresso ed il corridoio risulta essere un passaggio obbligato. Verifichi che l’accesso eventuale dal bagno (che in genere tende ad essere sottovalutato) non presenti una possibile lacuna in termini di sicurezza. Eventualmente, comunque, aggiungere un altro sensore filare non dovrebbe essere un costo particolarmente pesante.

La presenza della sirena esterna e del combinatore GSM garantiscono una buona segnalazione. L’eventuale sirenetta interna le fornirebbe anche un avviso acustico più delicato in caso di intrusione notturna – senza dubbio migliore e più discreta di quanto possa fare una sirena esterna. Consigliata.

Direi che in linea di massima mi sembra che il suo impianto rispetti i requisiti minimi di sicurezza per l’abitazione che ha descritto. Se volesse proteggere meglio il perimetro può pensare a dei sensori a tenda, soprattutto per quando e’ in casa e le tapparelle sono alzate (e magari le finestre socchiuse, d’estate). L’installazione e’ semplice, possono sfruttare la stessa predisposizione ed il costo non e’ elevato.


domenica 11 novembre 2012

Installazione sensori perimetro esterno

Ciao io o appena preso 4 sensori della logisty per esterno gli (s144-22x) qualcuno mi sa consigliare una corretta installazione per il perimetro della casa tenendo conto che intorno cè tutto giardino? meglio installarli a muro o a palo?- Andrea

Buongiorno Andrea

l’installazione migliore dipende dalla protezione che viene offerta del sensore, più che da dove lo si fissa.
In genere, il fissaggio a muro e’ più adatto perché l’angolo di copertura e’ meglio definito ed il sensore stesso risulta maggiormente protetto da eventuali manomissioni. Tuttavia, questa e’ una considerazione strettamente teorica e nulla vieta (anzi, in alcuni casi può essere meglio) di fissare i sensori a palo per sfruttare al massimo il raggio d’azione.

Nel tuo caso specifico, vista la tipologia di sensore, sempre facendo una valutazione solo sulla carta, sarebbe meglio il fissaggio a muro pero’, ripeto, valuta innanzitutto quali vantaggi ti porterebbe in termini di maggiore sicurezza il fissaggio in campo aperto su palo e poi scegli la soluzione più efficace.

Differenze di prezzo nei contatti via radio antifurto


Ciao e complimenti per il sito.Mi sto accingendo all’acqusito di un impianto di allarme e mi sto addentrando nel labirinto dei preventivi.Ho sentito due aziende ed entrambi mi hanno consigliato un impianto con i sensori a contatto sulle finestre.Al di la dei preventivi che ancora non ho in mano (se poi potrò chiderti qualche consglio una volta che li avrò in mano te ne sarei grato)la cosa che mi stupisce è la differenza di prezzo che hanno gli apparecchi da sistemare sui battenti delle finestre.Un’azienda mi propone un apparecchio a 90€ (iva escl.) cadauno (marca A) l’altra esattamente la metà (marca B).Ora io mi chiedo, in un elemento che mi pare piuttosto semplice cosa può giustificare una differenza di prezzo di questo tipo?Fra i due che ti ho evidenziato, in particolare, quali sono le motivazioni che mi dovrebbero far propendere per il più costoso?Grazie mille. Luca

Buongiorno Luca

Sicuramente la parte meccanica del contatto e’ equivalente – ed infatti nella versione via cavo dello stesso prodotto sarebbe difficile riscontrate una differenza di prezzo cosi’ sostanziale.

Trattandosi pero’ di sistemi via radio, come forse avrai avuto modo di leggere anche in altri post del blog, la qualità  della trasmittente, la selettività  della radio e la scelta di componentistica adeguata per il basso consumo (e quindi risparmio di costo nelle batterie per la maggiore durata) portano il prodotto finale ad avere prezzi diversi.

La scelta ovviamente tiene conto del costo, ma deve anche essere valutata in termini di affidabilità del prodotto e prestazione: ammesso che i prodotti siano di livello minimo equivalente e garantito, un sistema con una radio migliore e più performante si giustifica in condizioni di maggiore copertura e/o difficoltà  di trasmissione, vuoi per distanza nella portata dei sensori, vuoi per interferenze ambientali presenti sul luogo dell’installazione.

A questo si aggiungono valutazioni di tipo più tecnico che in genere sono affidate all’installatore e, da qui, la difficoltà oggettiva da parte dell’utente di poter giudicare ‘a priori‘ la bontà di un prodotto rispetto ad un altro. Ma credo che questo discorso non valga solo per la sicurezza ma per tutte quelle applicazioni professionali dove l’installazione e la buona esecuzione del progetto incidono particolarmente e dove e’ necessario fare un atto di fede se non si hanno le competenze specifiche in materia.


Sensori perimetrali per veranda


Avrei la necessità di proteggere peritralmente una veranda, in alluminio anodizzato con finestre scorrevoli (in vetro-camera), che chiude sui tre lati un balcone coperto (di circa 2m x 4m).
Visto il poco spazio disponibile all’esterno della veranda per disporre i sensori, sono molto indeciso se ricorrere a tre barriere IR multifascio, una per ciascuna superficie esterna, o a tre sensori a tenda IR+MW.
Nel primo caso, soprattutto per motivi estetici, dovrei fissare le aste direttamente alla struttura in alluminio, facendo così scorrere i fasci IR radenti alle vetrate.
Nel secondo caso, dovrei posizionare i sensori a pochi centimetri dalla veranda, con i fasci che inevitabilmente colpirebbero, anche se in maniera radente, le vetrate.
Vorrei un consiglio in merito a quale protezione consiglierebbe nel mio caso.
Grazie
- Massimo

Buongiorno Massimo

Da un punto di vista strettamente estetico, i sensori a tenda, fissati sulla parte alta della struttura della veranda, sono una soluzione migliore; tuttavia, da un punto di vista della sicurezza le barriere mi sembrano piu’ adatte ed affidabili per questo tipo di impianto.

Se le finestre scorrono internamente rispetto alla struttura perimetrale, le barrierine a stilo si mimetizzano (si fa per dire…) nella struttura medesima limitando l’impatto estetico alla differenza di colore. Certamente, come lei ha detto, bisogna verificare, trattandosi di infrarosso attivo, che i supporti delle scorrevoli, piu’ che i vetri, non interrompano i fasci – ma questa e’ una verifica funzionale che puo’ fare solo otticamente sul campo.

Nel caso del doppia tecnologia a tenda il problema non si pone in quanto l’infrarosso non attraversa il vetro e quindi (sia all’esterno che all’interno) non ci sono contro-indicazioni. In ogni caso, non vedo particolari differenze da un punto di vista strettamente prestazionale e le due soluzioni, al netto delle valutazioni estetiche e di installazione che abbiamo visto, si equivalgono.

mercoledì 7 novembre 2012

#fierasicurezza Milano Rho 2012: operatori della sicurezza Italiana, ci sarete? Esponete, visitate? Dite la Vostra!

E’ iniziata oggi a Milano Rho la Fiera Sicurezza 2012 (7/9 Novembre), il punto di riferimento per tutti gli operatori Italiani della sicurezza.

Come per ogni edizione, le aziende fanno scelte strategiche di marketing: alcune la utilizzano per esporre i nuovi prodotti e le novità di mercato, altre fanno una presenza istituzionale per avere un contatto con il mercato, altre ancora non partecipano ritenendo che il mercato delle expo sia un modello obsoleto e costoso.

E voi cosa ne pensate? La vostra azienda espone? Siete installatori e andrete (o siete già andati) a visitare gli stand?

Lasciate il vostro commento e fateci sapere cosa ne pensate, come sta andando e cosa pensate di questa edizione 2012.

Protezione sensore a tenda esterno

Buongiorno, una domanda.

Mettendo un sensore a tenda sopra il telaio di una finestra che da su un terrazzo, questo ne protegge l’entrata: ma cosa impedisce di smontarlo, con un po’ di attenzione senza farsi rilevare dal sensore?
- Roberto

Buongiorno Roberto

se lo monta all’esterno dell’infisso (di solito questo tipo di sensore viene installato sono all’interno della finestra), il sensore è protetto anche quando l’impianto è disattivo da un sistema anti-rimozione che segnala l’asportazione dal telaio o dal muro.

Tutti i sensori sono auto-protetti (così come anche la sirena) da un circuito che si chiama anti-tamper 24h e che rimane sempre acceso. Sia per la rimozione che per l’apertura del contenitore.


martedì 6 novembre 2012

[APP] myBauxt porte blindate

Sebbene in questo blog si parli prevalentemente di sicurezza anti-intrusione in senso stretto, volevo segnalare una app utile al privato per scegliere la propria porta blindata.

Questa app, gratuita e disponibile solo per iOS (Apple), ha al suo interno una sezione, denominata “la mia sicurezza“, che in sei domande stabilisce la classe antieffrazione consigliata per la propria abitazione. I parametri presi in considerazione sono: dimensione del centro abitato e relativa zona di residenza, tipo di abitazione, piano, assiduità di presenza in casa e capacità di spesa.

Oltre a questa sintetica, ma comunque utile ed interessante mini-analisi, l’app presenta anche una simpatica funzionalità interattiva che permette di sovrapporre in tempo reale (ed automaticamente) l’immagine della porta sullo sfondo di una foto scattata nel luogo dell’ipotetica installazione – il vostro ingresso, ad esempio, per avere una prima idea del risultato finale.
L’uso è abbastanza intuitivo – anche se devo ammettere che necessitano forse un paio di tentativi prima di arrivare ad un risultato soddisfacente, ma la possibilità di ridimensionare la porta (e quindi di sovrapporla a quella esistente) e poi di salvare la foto per un eventuale utilizzo in fase di progetto o di acquisto, la rendono piacevolmente utile.

Se volete provare a fare il test della classe anti-effrazione o divertirvi a vedere come starà la vostra prossima porta blindata, potete scaricare la app gratuitamente cliccando l’immagine qui sotto.

Volete segnalare una app iOS o Android sulla sicurezza anti-intrusione antifurto? Compilate questo form.

domenica 4 novembre 2012

Sirena non suona in caso di allarme

Buongiorno,
sto cercando di far funzionare un allarme in una casa che ho acquistato un pò di mesi fà.
Si tratta di SEC TEC 1094 (con CT12) il quale sembra funzionare in termini di rilevamento dei sensori (es: se apro una finestra) + invio chiamata telefonica come previsto MA non suona la sirena esterna.
Quindi il mio problema è che quando la centrale fa scattare l’allarme NON Suona la sirena esterna (di cui ho appena sostituito la batteria interna).

Cosa può essere ? per caso devo sostituire anche la batteria interna della centrale ?

Grazie anticipatamente.
Cordiali Saluti
Andrea

Buongiorno Andrea

No, almeno non per questa ragione.
La batteria della centrale fornisce alimentazione in caso di mancanza di corrente di rete, ma non entra in gioco nel regolare funzionamento della sirena, la quale suona per alimentazione della propria batteria.

Dovrebbe verificare quale condizione impedisce alla sirena di suonare: la prima verifica da fare è se effettivamente la centrale invia il comando in caso di allarme. Se il suo modello prevede, ad esempio, che venga a mancare la tensione positiva di blocco sul collegamento con la sirena bisogna controllare che in condizione di allarme la caduta del positivo avvenga.

Può effettuare questo controllo anche lato sirena, ovvero accertarsi che in condizione di allarme il positivo di blocco non sia presente (o che comunque su quel morsetto succeda qualcosa che equivalga al cambio di stato da riposo ad allarme).

Se la centrale invia il segnale e la sirena lo riceve correttamente, il problema è quindi nella sirena – probabilmente è guasta. Se così non fosse, verifichi prima che la centrale sia programmata in modo corretto e che non ci siano esclusioni o settaggi che disabilitino l’uscita d’allarme.

Al netto di quanto sopra, se da tutti questi test non dovessero risultare problemi, è il caso di mandare la scheda della centrale in assistenza: ipotesi meno probabile delle altre, ma altresì possibile.

sabato 3 novembre 2012

Impianto spento senza alimentazione

ciao
ho un problema col mio antifurto e comincio a temere che chi me l’ha montato nn ne capisca molto; prima avevano messo una centrale della fracarro con tutti sensori fracarro e dava falsi allarmi ora hanno montato la centrale paradox e la sirena esterna è riomasta fracarro e cosi alcuni sensori, altri sono curtain.
il problema è questo ho scoperto che togliendo alimentazione elettrica l’allarme si spegne e la batteria è stata cambiata circa un anno fa; ma c’è di peggio simulando un intrusione la sirena esterna nn suona! e la batteria è stata cambiata 3 mesi fa.
sono veramente disperata grazie x qualsiasi chiarimento.
- Sabrina

Buongiorno Sabrina

Se togliendo alimentazione all’impianto la centrale si spegne, significa che la batteria in centrale è scollegata o totalmente scarica. In ogni caso, nessuna delle due opzioni è accettabile e tra l’altro non si spiega perché l’impianto non segnali la condizione di ‘batteria bassa’ – indispensabile per poter rilevare e correggere (al più presto!) il problema. Dulcis in fundo, bisognerebbe aggiungere che, in mancanza di segnale di blocco dalla centrale, quando togli corrente, la sirena dovrebbe suonare…

Per quanto riguarda la prova pratica di allarme, anche qui potrebbe essere un problema di batteria, per non dire di collegamento errato. Se la batteria ha 3 mesi (ed è carica), purtroppo la seconda ipotesi sarebbe drammaticamente vera e quindi non si spiegherebbe come mai questa situazione non sia emersa in fase di collaudo - perché hanno fatto una prova dopo aver cambiato la centrale, vero?

Sì, forse è il caso che tu senta un altro installatore…

Eliminare la condensa sulle barriere IR.

Ho un impianto di allarme esterno a r. infrarossi con rilevatori inseriti in colonne coperte da plexiglas scuro. Il funzionamento è buono però ho il problema della condensa che copre a tal punto il plexiglas da far scattare l’alarme. Come si può ovviare a ciò?.
Grazie per la risposta e cordiali saluti.
- Antonio

Buongiorno Antonio

Credo che la modalità operativa più utilizzata per questo tipo di problema, presente soprattutto nel mondo del TVCC dove si forma la condensa sulla lente della telecamera, sia l’installazione di una semplice serie di resistenze che, dissipando calore, scaldano quanto basta per evitare la formazione della condensa.

In genere si monta una seconda cupolina di plexiglas trasparente, che non influisce sulla trasmissione dei raggi IR, con all’interno delle resistenze sufficienti per riscaldare la custodia in stile lunotto termico: chiaramente dovrà verificare nel suo caso specifico l’applicazione ed il funzionamento.

Non serve molto calore (dipende da quanto è lo sbalzo termico con l’esterno, comunque) e – volendo, potrebbe anche verificare se è possibile un montaggio meccanico diverso direttamente sul sensore, verificando che sia la superficie del plexiglas che si scalda e non l’interno, se no peggiora il problema. Potrebbe ad esempio provare ad applicarle sui lati, senza interferire con la trasmissione dei raggi.

Falsi allarmi con sensore doppia tecnologia

Salve Mauro,
vorrei avere un suggerimento.
Per la protezione esterna di casa mia (casa singola), sto sperimentando da alcuni mesi un sensore a doppia tecnologia, lo spyout della Domotec.
Purtroppo, ho rilevato un discreto numero di falsi allarmi.
Temo che qualsiasi sensore a doppia tecnologia sia più o meno affetto da questo problema.
Per tentare di ridurlo, avevo pensato che era forse possibile proteggere una stessa area con un doppio sensore, con orientamento contrapposto, in modo che le eventuali interferenze dell’ambiente esterno (ad es. il sole) non possa influenzare entrambi i sensori.
I sensori dovrebbero operare in AND, ovvero far scattare l’allarme se entrambi rilevano (contemporaneamente o in un arco di 30-45 secondi) un’intrusione.
Non so se lo spyout ha già la possibilità di prolungare il segnale di allarme per un certo lasso di tempo.
Se non ce l’avesse, si potrebbe eventualmente utilizzare un relè a diseccitazione ritardata.
Che ne pensi?
E’ un sistema che potrebbe ridurre i falsi allarmi senza ridurre il livello di sicurezza?
Grazie.
- Enrico

Buongiorno Enrico

Non credo sia necessario ricorrere ad un secondo sensore, forse basterebbe far funzionare al meglio quello che hai già.

Sei sicuro che la modalità attualmente selezionata sia AND – vale a dire che entrambe le tecnologie devono rilevare un allarme per generare un segnale in centrale? Perché se dici che la causa dei falsi allarmi è il sole, questo non spiega per quale motivo scatti la microonda. Ammesso e non concesso che l’irraggiamento basso e diretta sulla lente causi una segnalazione sull’IR, non c’è nessun motivo tecnico per il quale lo stesso fenomeno fisico generi un disturbo sulla MW. Inoltre, dovesse essere diversa la causa del falso allarme, non la risolveresti aggiungendo un secondo sensore – se non al costo drammatico di ridurre la sicurezza praticamente a nulla.

Aprire la finestra temporale di rilevazione aumenta l’immunità ai falsi allarmi (ovviamente al costo della sicurezza), ma parliamo di frazioni di secondo o, al massimo, di secondi: un tempo come quello che hai indicato renderebbe inutile il sensore.

Prova a contattare l’installatore o, meglio ancora, direttamente il servizio tecnico Domotec ed esponi il tuo problema: magari è solo un guasto del tuo sensore o qualche errore nei settaggi di programmazione.

giovedì 1 novembre 2012

Allarme tecnico sensore allagamento

Buongiorno Mauro.
Si tratta di condominio con 54 Utenti. Ultimamente, data la vetustà, sono sorti problemi di rottura radiatori con relativi allagamenti e danni ai Condomini sia dell’appartamento interessato sia di quello sottostante con enormi guai e danni in pochissimo tempo.
Sarebbe opportuno installare una centralina con relativi sensori acqua via radio. Mediamenti i sensori neccesari sono 6 per appartamento (uno per zona radiatori conpreso locali sanitari ). Visto che si tratta di alloggi condominiali, inserirei per dare una ragione in più, un sensore a contatto (tipo CTSR) per il controllo dell’ingresso abitazione principale.
I sensori acqua dovrebbero essere alimentati a pile con trasmissione controllo codice e vita batteria

La centralina dovrebbe funzionare su rete fissa ma, a richiesta, anche su rete GSM per inviare, via SMS, maggiori informazioni sul sensore in allarme. Non ritengo vi sia la necessita di sirena esterna, sarebbe sufficente quella della centralina.

Ultima considerazione, visto l’immensità del mercato analizzato su internet, chiedo se esistono apparecchiature che controlli molti piu sensori.
Esempio: se ne installiamo 2 centraline GSM per scala (9+9 appartamenti totali sensori radio : 6SensX9=54 sensori acqua), eliminando, ovviamente, quello di controllo ingresso alloggio, sarebbe fattibile? Esiste qualcosa sul mercato. ? Il segnale radio a 433 dal piano 9 arriva ad aprire il cancello automatico. !!
In sostanza si potrebbe installare 6 centraline con 6 sens. X 54 appartamenti per un totale di 324 Sens. Penso che il problema sia anche che ogni centralina deve poter gestire l’invio codificato a possibili 9 Utenti. Ringrazio della cortese collaborazione e resto in attesa di consigli e suggerimenti.
Cordialmente Ivo

Buongiorno Ivo

da quanto leggo, in tutta sincerità, sono molto scettico sulla possibilità di realizzare un impianto simile seguendo questa strada.

Intanto avrei dei dubbi sulla portata del via radio: un conto è dire che un radiocomando apre il cancello dal nono piano, in campo aperto, un altro è essere certi che tutti i TX attraversino 4 solette (supponendo che installi la centrale al quarto piano, in posizione equidistante dagli estremi) senza problemi.

Inoltre non so se il gioco valga la candela: una centrale sola (o due) che gestisca quel numero di contatti ed abbia le necessarie zone 7 uscite per gli allarmi individuali esiste, ma il costo è elevato. Entriamo nel campo delle apparecchiature di taglio grande, o forse addirittura dei sistemi bus. Anche il costo di sei contatti radio per appartamento (e relative batterie) non è proprio poco…

Una soluzione alternativa potrebbe essere utilizzare le onde convogliate per i sensori di allagamento (non dovrebbe essere traumatico trovare delle prese in posizione bassa più o meno sparse per la casa) ed installare a quel punto un solo TX per scala. In questo modo si eliminano i costi di batteria, la segnalazione è singola per appartamento ed il costo è notevolmente più contenuto – ma bisogna affrontare il problema dell’interfaccia sensore / TX che forse richiede un modulino supplementare (sempre meno caro che una radio + una batteria, cmq).