lunedì 7 novembre 2011

Sensori infrasonici per protezione antifurto perimetrale

Un lettore ci scrive:
Salve a tutti….
Tecnologie come infrarossi o microonde da esterno non sono affidabili al 100%, oltre che ormai vetuste e ben conosciute dai ladri. Peggio ancora sono le barriere all’infrarosso attivo, che oltre che ben visibili e quindi facilmente eludibili, risentono anch’esse di fattori estremamente negativi se installate in aree esterne.
Oggi si stanno affermando nuove tecnologie, basate su sensori infrasonici in grado di rilevare onde subsoniche a basse frequenze, indotte per esempio dal camminamento di una persona al di sopra una stringa di sensori posizionata sotto il terreno a 60/80 cm di profondità. In questo modo non avremo mai un falso allarme dato che i sensori reagiscono emettendo un segnale in maniera autonoma solo se disturbati da pressioni del terreno. Questi sensori non hanno elettronica a bordo e non sono alimentati per cui totalmente esenti da guasti e da manutenzione.
Con la stessa tipologia di sensori si possono proteggere in maniera invisibile recinzioni rigide, soglie di porte e finestre, gradini e vialetti in cemento, ma anche tubazioni, pavimenti flottanti... 
Grazie per il suo prezioso contributo.
Abbiamo spesso trattato l’argomento delle protezioni perimetrali in questo blog, che come forse avrà potuto leggere in altre post, è sicuramente uno degli argomenti più delicati e richiesti dai lettori. Come lei giustamente ha sottolineato le tecnologie a disposizione sul mercato peccano ancora un po’ di affidabilità. Il suo suggerimento è una delle valide alternative, con annessi pregi e difetti come le altre, e da valutare per rapporto qualità /prezzo.
Certamente le protezioni infrarosso non garantiscono il massimo della sicurezza ma, come il mercato ci insegna, per ragioni commerciali l’infrarosso passivo negli ultimi anni ha ampiamente dominato e preso il sopravvento, grazie proprio al ridotto costo legato alla prestazione fornita. Per non parlare della doppia tecnologia (AND) che, in pratica, è meno sicura anche del solo infrarosso – ma meno soggetto a falsi allarmi. Quindi spesso non è la sola qualità tecnica che fa un buon prodotto, ma anche la praticità di installazione, l’affidabilità ed il costo in rapporto alla prestazione fornita — come ci insegna la scomparsa del buon vecchio radar a cavità ad effetto Doppler: un sensore fantastico e difficile da ingannare, ma che necessita di un’installazione complessa, è molto suscettibile (forse anche troppo!) e costa caro se lo confrontiamo con l’equivalente planare.
Le barriere infrarosso attivo, se di qualità accettabile (microprocessore, raggio incrociato, etc.) non sono facilmente eludibili e la loro installazione a stilo a fianco dell’infisso (quindi anche esteticamente meno sgradevole) le rendono una valida proposta per la protezione perimetrale – al netto dei problemi che in alcune installazioni si hanno per via dell’irraggiamento solare diretto.
Le barriere a microonda o a doppia/tripla tecnologia, ormai corredate di analisi a microprocessore, non saranno affidabili al 100%, ma lo sono al 90-95% e quindi, nell’ottica di tentare di prevenire l’intrusione e in abbinamento alla protezione volumetrica interna, sono anche loro una buona soluzione.
Sicuramente anche gli infrasonici avranno uno sviluppo importante nella protezione perimetrale, soprattutto in applicazioni dove è possibile interrarli o installarli senza grandi compromessi.