domenica 3 gennaio 2010

La doppia frequenza degli allarmi senza filo / wireless / via radio

Ricevo parecchie domande dai lettori sui sistemi antifurto senza fili (detti anche wireless, via radio) e sulla cosiddetta doppia frequenza. 

Per riassumere, in alcuni casi sul mercato si trovano centrali ‘a doppia frequenza‘ che in realtà utilizzano due canali molto vicini della stessa banda (la 433MHz, ad esempio). Questo è tecnicamente possibile perché la banda è sufficientemente ampia per l’allocazione di più canali di trasmissione (in effetti la banda reale specificata dall’ETSI come valida per l’utilizzo è quella compresa tra due frequenze ‘centrate’ sulla 433MHz — vado a memoria, mi sembra: 433,050MHz e 434,790MHz). Quindi, un sistema cosiddetto a doppia frequenza che utilizza due canali, per esempio, della 433MHz è soggetto a rischi di jamming. 

Il jamming, vale a dire l'oscuramento della frequenza a mezzo di una portante che impedisce l'ascolto della segnalazione di allarme proveniente da una periferica, è spesso usato più dai detrattori dei sistemi via radio che dai ladri: intanto bisogna avere una minima capacità tecnica di trasmissioni in radio frequenza e fare un investimento in tecnologia (la radiotrasmittente per la portante coprente) e non tutte le tipologie di ladri hanno questi requisiti. Poi bisogna avere un po’ di fortuna nell’orientamento del TX, sperando che in effetti la portante copra la ricezione della centrale (e non è così semplice, ve lo garantisco) e non si può “vedere ad occhio” se il jamming sia riuscito o meno; non ultimo, se la centrale rileva la saturazione della banda in ascolto va in allarme manomissione. 

Con questo non voglio dire che il jamming sia una leggenda metropolitana — esistono diversi casi di furti eseguiti con questa tecnica — ma da qui a pensare che tutti i ladri viaggino armati di radiotrasmittenti per oscurare la portante del vostro allarme senza fili, la strada è davvero lunga… :-)